di Dario Di Vico
In attesa del decreto annunciato per i primi di maggio, ecco autorevoli suggerimenti per un salario «minimo» sperimentale limitato ad alcune categorie oltre alla revisione dei contratti collettivi troppo lunghi. E l’inflazione «programmata» di Ciampi…
Giorgia Meloni sta preparando un nuovo decreto sui temi del lavoro da lanciare a ridosso del Primo Maggio. Lo aveva fatto già nel 2023 e nel 2024 mentre l’anno scorso si era limitata a un video messaggio. È chiaro che al di là dei contenuti la premier considera questo rito una sorta di sfida a una festa che giudica “rossa” e quindi da dover bilanciare politicamente. Per preparare il decreto Meloni ha convocato il ministro del Lavoro, Maria Elvira Calderone, invitandola a guardare nei cassetti del dicastero per tirar fuori qualche buona idea. Nel 2023 in effetti il decreto ebbe un suo impatto perché comprendeva il taglio del cuneo fiscale, la riforma del Reddito di cittadinanza e nuove regole per i contratti a termine. Nel 2024 si trattò di un provvedimento che introduceva alcuni incentivi per l’occupazione e sgravi contributivi per le assunzioni al Sud. Vedremo quest’anno cosa ne sortirà.
Delusione occupazione
A spingere Meloni a prendere l’iniziativa ci




