
di Massimo Gaggi
Intervista al politologo: «Quando ho sentito il presidente degli Stati Uniti minacciare la distruzione di una intera civiltà ho pensato all’atomica, ma siamo ancora lontani»
Difficile fare previsioni mentre sta per scadere un ultimatum oltre il quale Donald Trump minaccia di «far scomparire un’intera civiltà in una notte». Ma il politologo Charles Kupchan, docente della Georgetown University ed ex consigliere della Casa Bianca di Barack Obama, fissa comunque – prima dell’annuncio della tregua – alcuni punti.
Davanti al linguaggio sempre più estremo di Trump — insulti, invettive a sfondo religioso, minacce apocalittiche — anche tanti che lo osannavano, oggi temono follie tipo il ricorso all’arma nucleare mentre altri, come la sua ex pasionaria Marjorie Taylor Greene, chiede addirittura la sua destituzione per incapacità in base all’articolo 25 della Costituzione e la sostituzione col vicepresidente, JD Vance. Lei grida, altri ne parlano a mezza voce.
«Quando stamattina ho sentito che minacciava la distruzione di un’intera civiltà ho pensato anch’io, per un attimo, all’atomica. Ma non siamo a questo, siamo molto lontani. Farà altro, magari altrettanto devastante, ma con armi convenzionali. Quanto alla destituzione credo sia niente più che un pio desiderio: il gabinetto dei suoi ministri




