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Il cane alla catena è maltrattamento di animali. «Ma ora Fiamma è libera e lo sarà ancora di più»

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di Corriere Animali

La Leidaa chiederà l’affido definitivo del cane salvato nei giorni scorsi dai carabinieri di Sassari. Brambilla: «Sono atti orribili, ma oggi vengono puniti e sanzionati. E la legge che porta il mio nome evita che gli animali stiano anni in canile in attesa di giustizia»

«Tenere un cane alla catena è una forma di violenza quotidiana, un vero e proprio maltrattamento, che trasforma in un inferno la vita dell’animale: tanto più quando ciò è accompagnato da privazione di acqua, cibo e altri soprusi. Grazie alla legge Brambilla questi atti orribili vengono sanzionati adeguatamente e si forniscono nuovi strumenti per migliorare, fin da subito, la vita degli animali». Lo ha detto Michela Vittoria Brambilla, presidente dell’Intergruppo per i diritti degli animali e della Leidaa e autrice della riforma dei reati contro gli animali in vigore dal primo luglio scorso. 

Lo ha fatto commentando l’intervento dei carabinieri che nei giorni scorsi ha consentito di mettere in salvo a Ossi, in Provincia di Sassari, un meticcio di taglia media, legato ad una catena corta e arrugginita, senz’acqua né cibo, in pessime condizioni igieniche, ora collocato nel canile di zone per le prime cure e ribattezzato Fiamma, in

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