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La guerra in Iran non tocca Tuttofood: buyer confermati anche dalle “zone rosse”

La guerra in Iran, con tutte le sue conseguenze – dalla paura di viaggiare al rincaro dei voli – non sta minimamente toccando Tuttofood 2026. Infatti, ad oggi, sono confermati i 4mila buyer da tutto il mondo, di cui circa il 15% proveniente da Paesi coinvolti nei conflitti o comunque esposti alle ricadute sul traffico aereo. Un dato che dà la misura di una partecipazione che, al momento, non accenna a ridursi. Nel complesso, dall’11 al 14 maggio a Rho Fiera Milano, ricordiamo, sono attese oltre 100mila presenze professionali, di cui circa il 30% dall’estero.

La guerra in Iran non tocca Tuttofood: buyer confermati anche dalle “zone rosse”

Tuttofood 2026 conferma 4mila buyer da tutto il mondo, il 15% da aree coinvolte nei conflitti Presenze internazionali e nuovi equilibri di mercato

Numeri e conferme che arrivano dopo l’ultima tappa del roadshow al Parlamento europeo di Bruxelles. Guardando alla provenienza degli operatori, si notano delegazioni consistenti da Giappone, uno dei partner strategici di medio-lungo periodo più rilevanti per l’interscambio agroalimentare con l’Italia, e Corea del Sud, il cui mercato agroalimentare, in crescita, mostra una particolare dinamicità nel segmento dei prodotti trasformati in specifici segmenti premium, come i formaggi e i latticini.

Le criticità logistiche e la risposta organizzativa

Resta però il tema degli spostamenti, sempre

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