
Parla il patron del gruppo da 3,7 miliardi di ricavi attivo dalla moda al food alla nautica: «Pensiamo di poter crescere ancora. Abbiamo dato autonomia ai singoli brand e mercati, e responsabilità a chi li guida». Il passaggio generazionale e il rafforzamento all’estero
Strade e autostrade italiane piene anche in questo ponte di Pasqua, come era successo nelle ultime vacanze di Natale «quando le vie dello shopping, al contrario, non erano poi così frequentate», ricorda Sandro Veronesi.
Il presidente e amministratore delegato della holding Oniverse, ex gruppo Calzedonia, che raggruppa alcuni tra i più noti brand italiani tra il settore della moda (il principale per il gruppo, con marchi come Calzedonia, Intimissimi, Emé), e gli altri del food&wine (la catena di enoteche con cucina Signorvino e varie cantine) e yachting (ad esempio Cantiere del Pardo e VanDutch), fa i conti su come è andato l’ultimo anno di attività del gruppo, chiuso a 3,7 miliardi di euro di fatturato, e prova a leggere tra le pieghe di un 2026 che vede «ancora in crescita, anche se tutti i consumi di beni materiali stanno soffrendo, perché oggi si preferisce spendere per le esperienze».
La crescita
Dall’idea di vendere calzetteria e costumi in franchising




