
di Marco Demarco
C’era una volta Achille Lauro – Populista ante litteram, orfano a 20 anni, con le navi diventa ricco e poi perde tutto. Il cinema lo racconta come costruttore senza scrupoli, artefice del “sacco di Napoli”. Gli studiosi sono però concordi: efficiente e innovatore – (Seconda puntata- Fine)
Parola di Steve Bannon, il teorico della rivoluzione populista: «Silvio Berlusconi è stato Trump prima di Trump». Ma se è così, e se Lauro è stato «Berlusconi prima di Berlusconi», come ormai molti storici sostengono, allora una prima conclusione si impone: tra gli anni Cinquanta e Sessanta il Comandante Achille Lauro ha anticipato tempi e tendenze socio-politiche di almeno mezzo secolo. Andava nella direzione giusta? Dipende dai punti di vista. Di certo, come ha osservato Paolo Macry, Lauro «anticipa la politica carismatica, il partito personale, una demagogia con venature anti-istituzionali, il mito della società civile contrapposta alla società politica». E, volendo aggiungere, anticipa anche, con Canale 21, la prima tv privata, un sistema mediatico funzionale al progetto politico; un programma alternativo a quello statalista e industrialista e un’idea di città basata decisamente su politiche per il turismo e lo spettacolo, con feste di piazza, musica popolare, alberghi




