di Lorenzo Cremonesi
Ancora molti dubbi sulla dinamica, ma Trump esulta e parla di totale dominio aereo. L’Iran: per gli Usa è stato un fallimento
BAGDAD – Pare che l’operazione per recuperare l’aviatore americano disperso in Iran sia stata molto vicina a una catastrofe. Il racconto è ancora confuso e contraddittorio. Donald Trump esulta per il «successo», in nome del principio per cui l’esercito degli Stati Uniti non lascia mai indietro i suoi soldati, mentre la propaganda iraniana parla di un «fallimento» americano e addirittura sostiene di avere fatto vittime e prigionieri. Ciò che possiamo riportare in questa tipica «nebbia della guerra» è che l’incedere degli eventi evoca le immagini di un film d’azione, con un finale incerto e ancora bisognoso di chiarimenti.
Nascosto in un anfratto
Lui nascosto in un anfratto, dove si è rifugiato ferito a 2.000 metri di quota. Nel cielo l’aviazione Usa, che lo cerca con elicotteri, droni, satelliti e aerei: entrano in azione 155 velivoli tra cui 4 bombardieri, oltre a un centinaio di teste di cuoio. Ma a terra confluiscono da Isfahan le squadre di ricerca iraniane, determinate a trovarlo a ogni prezzo. Anche loro hanno droni con




