Ce ne sono di strade del vino, in Italia e oltre, e quando ti incammini devi arrivare fino in fondo, per capire se la trovata è solo un espediente di marketing oppure può davvero entrare a far parte del paesaggio. E della storia. L’occasione ce la dà la cittadina di Caldaro, in Alto Adige, quasi nel punto mediano di una delle strade del vino più famose d’Italia, che da Nalles passa per Bolzano e arriva fino a Salorno. Già il fatto che questo piccolo comune si affacci sull’omonimo Lago di Caldaro, incastonato tra vigneti, colline e montagne, balneabile in primavera/estate grazie alla gradevole temperatura delle acque, dovrebbe essere una magnifica premessa: cominciamo bene, dall’acqua al vino il passo non è breve ma si avverte un senso di completezza.

Il rilancio della Schiava è passato anche dall’Anteprima di Caldaro (foto Manfred Pernthaler)
È da dire che già dal secolo XII il lago ha rivestito un ruolo fondamentale per l’agricoltura e l’economia locale: le vigne sui pendii sono belle da vedere ma soprattutto testimoni di una vicenda secolare. In cui il vino dice prepotentemente la sua: nello specifico, tra tutti gli ambasciatori enologici dell’Alto Adige, Gewürztraminer Lagrein Pinot Grigio Pinot Nero e




