
di Carlotta De Leo
Il Pontefice nell’omelia: tanta cattiveria nel mondo, a volte sembra che Dio non esista. Ma la la Pasqua è un nuovo inizio
«La morte è sempre in agguato. La vediamo presente nelle ingiustizie, negli egoismi di parte, nell’oppressione dei poveri, nella scarsa attenzione
verso i più fragili. La vediamo nella violenza, nelle ferite del mondo, nel grido di dolore che si leva da ogni parte per i soprusi che schiacciano i più deboli, per la violenza della guerra che uccide e distrugge»: lo dice Papa Leone XIV nell’omelia della messa di Pasqua in una piazza San Pietro gremita.
Il Pontefice, però, invita alla speranza, «ad alzare lo sguardo e ad allargare il cuore». «È vero che molte volte sembra che Dio non esista: vediamo ingiustizie, cattiverie, indifferenze e crudeltà che non diminuiscono. Però è altrettanto certo che nel mezzo dell’oscurità comincia sempre a sbocciare qualcosa di nuovo che presto o tardi produce un frutto» perché la Pasqua «ci dona questa speranza, ricordandoci che nel Cristo risorto una nuova creazione è possibile ogni giorno».
Papa Leone XIV nell’omelia della messa di Pasqua, riprende le parole «accorate» del suo predecessore Francesco, nella sua prima Esortazione




