di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Diesel a +30% rispetto al 2025, rincari legati alla crisi in Iran. E il caro-trasporti spinge i prezzi alimentari, mentre gli sprechi valgono fino a 200 milioni di euro
Muoversi per Pasqua costerà molto più dello scorso anno. E, indirettamente, anche mangiare. Le festività della primavera 2026 si aprono con una doppia stretta sui bilanci delle famiglie italiane: quella dei carburanti, immediata e visibile, e quella alimentare, più diffusa ma altrettanto incisiva. Il risultato è un conto complessivo che cresce lungo tutta la filiera dei consumi, dal pieno all’autostrada fino alla tavola delle feste.
La stangata sull’autostrada
A pesare di più sono i rifornimenti. Secondo le stime del Codacons, gli italiani che si metteranno in viaggio durante il periodo pasquale dovranno affrontare una maxi-stangata da quasi 1,3 miliardi di euro rispetto allo scorso anno. Il confronto con la Pasqua 2025 è netto, soprattutto sul fronte del gasolio.
Il diesel, nella settimana festiva di un anno fa, si attestava a 1,609 euro al litro. Secondo i dati del Mimit aggiornati al 3 aprile, ha raggiunto i 2,096 euro al litro. Un aumento del 30,2% che si traduce, per ogni pieno, in circa 24




