
di Vera Mantengoli
Pina Picierno del Pd, vice presidente del Parlamento Europeo, dal primo momento in prima fila contro la presenza del padiglione alla prossima Biennale Arte di Venezia
La questione del Padiglione Russo tiene ancora banco. «Perché la presidente del Consiglio Giorgia Meloni non dà un messaggio chiaro?». A parlare è Pina Picierno del Pd, vice presidente del Parlamento Europeo, dal primo momento in prima fila contro la presenza del padiglione alla prossima Biennale Arte di Venezia. L’abbiamo incontrata a Bruxelles, nella sede del Gruppo S&D, al quindicesimo piano dell’edificio Altiero Spinelli del Parlamento europeo.
Il caso Padiglione Russia è chiuso?
«Assolutamente no. Spero in un cambio radicale da parte del presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco. La sua decisione è una ferita e uno sfregio alla libertà di cui la Biennale è sempre stata simbolo».
Buttafuoco ha detto che per Statuto il ritorno della Russia non dipende da lui.
«È una posizione da scaricabarile. Devo dare atto che solo il ministro della Cultura Alessandro Giuli si è espresso con parole chiare. Non possiamo eludere la responsabilità politica di accettare la presenza di un Padiglione gestito da persone vicinissime al Cremlino, basti pensare alla commissaria Anastasiia Karneeva,




