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Così il Ciclista e la Tripletta concepirono la Gazzetta

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Ecco come il nostro giornale, nel 1896, nacque su carta verde dalla fusione di due riviste di ciclismo

Accadde a Milano, nel 1896. Venerdì 3 aprile viene al mondo La Gazzetta dello Sport, stampata inizialmente in ventimila copie su carta verde. Felici i genitori, e cioè Il Ciclista (il papà) e La Tripletta (la mamma), che si stringono ai piedi della culla e si coccolano la creatura. È dalla loro unione e dal loro amore che il nuovo giornale prende vita. A sollecitarne la nascita, come se fosse un’esperta e saggia ostetrica, l’editore Raffaele Sonzogno, uomo che pensava alla cultura, convinto che fosse il pilastro al quale la nazione, da poco più di trent’anni divenuta tale, si sarebbe dovuta appoggiare. Il papà e la mamma della Gazzetta s’incontrarono a Milano nel 1895. Il Ciclista era nato a Milano, sempre per volontà di Sonzogno, grazie all’idea di Eliso Rivera, classe 1865, avvocato di Masio, provincia di Alessandria, socialista che amava difendere le cause dei contadini contro i proprietari terrieri e che si era sempre schierato per l’equità sociale di fronte alla debordante tirannia del capitalismo senza regole. La Tripletta, invece, era stata fondata, sempre nel 1895, da Eugenio Camillo Costamagna, torinese

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