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Banca d’Italia, allarme crescita zero nel 2026: con i prezzi del petrolio alti a lungo c’è anche il rischio inflazione

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Per gli esperti di Bankitalia c’è il rischio di una contrazione dello 0,6% nel 2027. E il rialzo dei prezzi dell’energia causato dalla guerra potrebbe far balzare l’inflazione al 2,6%

Dopo le parole del governatore Fabio Panetta di giovedì 2 aprile, adesso anche gli esperti di Via Nazionale mettono in guardia sulle conseguenze della guerra in Iran. L’Italia infatti rischierebbe una crescita zero quest’anno e una contrazione dello 0,6% nel 2027 se il prezzo del petrolio, a causa del conflitto, dovesse balzare sopra i 150 dollari al barile restando sopra i 120 dollari per tutto il 2026 e il 2027 e se quello del gas restasse sopra i 120 euro a megawattora. È quanto prevede lo scenario avverso ipotizzato da Palazzo Koch e contenuto nelle sue previsioni dove, «rispetto allo scenario di base» (che stima un Pil a +0,5% quest’anno e nel 2027) si avrebbe «un aumento dell’incertezza, un deterioramento della fiducia e tensioni sui mercati finanziari, con un irrigidimento delle condizioni di finanziamento». «L’incertezza sulle proiezioni è eccezionalmente elevata» e «l’andamento dell’attività economica e dell’inflazione dipenderà in misura cruciale dalla durata del conflitto in Medio Oriente e dalle conseguenze sulla produzione e sui flussi di trasporto delle materie prime»,

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