L’economia americana torna a creare occupazione a un ritmo sostenuto: +178.000 posti di lavoro aggiuntivi sono stati creati a marzo (nuove assunzioni, al netto dei licenziamenti), una ripresa sul mercato del lavoro che fa scendere il tasso di disoccupazione. La buona notizia è oscurata dalla guerra in Iran e dall’ultimo colpo di scena: l’abbattimento di un jet militare Usa. Gli sviluppi drammatici in Iran faranno passare in secondo piano il fatidico anniversario di domani: il 4 aprile del 2025 fu il Liberation Day, l’annuncio dei superdazi di Trump. Molta acqua è passata sotto i ponti, compresa la sentenza costituzionale che ha bocciato una parte dei dazi. Trump li ha reintrodotti usando altre leggi, e ieri ne ha annunciato uno nuovo, del 100%, contro le importazioni farmaceutiche. Preoccupa l’Italia che in questo settore è una grossa esportatrice verso gli Stati Uniti. Il dazio si riduce molto, però, se un paese dimostra di investire negli Usa.
Se si prescinde dagli aspetti caotici della politica trumpiana, è possibile fare un bilancio freddo e spassionato di questo anno?
Vale la pena prestare attenzione al lungo saggio con cui l’anniversario del Liberation Day viene celebrato da uno dei massimi teorici del protezionismo, l’economista




