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Sovranità digitale, realtà o chimera? Che cosa serve all’Europa per diventare il «terzo polo» dell’Ai

di Giovanni Battista Dagnino*

Il mondo dell’intelligenza artificiale è dominato da Usa e Cina. L’Ue insegue, ma se la sua leva di competitività risiedesse proprio nell’attività regolatoria? L’esempio Mistral AI dimostra che è possibile costruire un campione globale, ma per diventare un ecosistema serve trattenere i talenti e molto altro

Nella mitologia greca, la Chimera è una creatura utopica che non esiste nella realtà ma solo nell’immaginazione umana. Quando oggi parliamo di sovranità digitale europea, molti si chiedono se non stiamo inseguendo una novella chimera del ventunesimo secolo: un’ambizione tanto nobile quanto irraggiungibile. Il mondo dell’intelligenza artificiale è dominato da due superpotenze: gli Stati Uniti eccellono nella ricerca fondamentale e nell’innovazione; la Cina nella raccolta massiva di dati, nella riduzione dei costi energetici e nell’implementazione rapida delle tecnologie. Kai-Fu Lee, nel suo libro «AI Superpowers», descrive questa tripartizione: gli Usa guidano l’innovazione di frontiera, la Cina la scalabilità, mentre l’Europa sembra relegata al ruolo di regolatore. Tuttavia, la Cina è ormai divenuta innovatore globale, mentre l’Europa sta costruendo modelli di Ai basati su fiducia, trasparenza e autonomia tecnologica.

Gli esempi europei

Mistral AI rappresenta il tentativo più credibile di risposta europea. Fondata nell’aprile 2023 da Arthur Mensch (ex-DeepMind),

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