
di Monica Zicchiero
Finanziamenti per le elezioni 2020 del sindaco di Venezia. La difesa: si è andati oltre il periodo previsto
È il 7 ottobre 2019, tutti sanno che nel 2020 si andrà alle urne per eleggere il sindaco dopo il primo mandato di Luigi Brugnaro. Quello che nessuno poteva sapere allora è che da Wuhan, in Cina, stava arrivando la prima delle molte crisi mondiali del nuovo millennio: la pandemia Covid. Si pensava ad un voto in primavera e quel 7 ottobre due assemblee deliberarono finanziamenti all’associazione politica «Un’impresa Comune» (aka: i fucsia): 400 mila euro da Umana, proposti dall’amministratore delegato Giuseppe Venier, e 94 mila dal Consorzio Nord Est, una delle realtà della galassia del gruppo Umana del sindaco, proposti da Walter Bianchi presidente dell’assemblea dei soci. Undici mesi prima delle elezioni, la civica ha dunque già un tesoretto di 494mila euro che supera il tetto di spesa per il candidato sindaco (330.720) euro e in grado di coprire buona parte le massimale di 205.720 per la lista fucsia.
Alla fine, le indagini della Guardia di Finanza hanno evidenziato che i soldi arrivati dalle imprese di Brugnaro senza rispettare la legge sul finanziamento ai partiti,




