
di Redazione Esteri
George, massima carica militare e nominato da Biden, lascerà da subito. Via altri due generali. Proseguono le «purghe» ai vertici Usa dopo l’addio a Kristi Noem e Pam Bondi
«Purghe» anche nei vertici militari Usa. Dopo il mini-rimpasto di governo voluto da Trump, che ha cacciato prima la segretaria alla Sicurezza interna Kristi Noem e poi, giovedì, la procuratrice generale e segretaria della Giustizia Pam Bondi, anche il capo della Difesa Pete Hegseth fa «pulizia». Prima ha annunciato di aver chiesto le dimissioni a Randy George, capo di Stato Maggiore e cioè massima autorità militare nel Paese. Poi ha rimosso altri due generali: il numero uno il numero uno dei cappellani militari, il maggiore generale William Green, e il comandante dell’Army Transformation and Training Command, David Hodne.
Il portavoce del Pentagono, Sean Parnell, ha dichiarato in un comunicato sui social media che Randy George si ritirerà dalla sua posizione di 41° Capo di Stato Maggiore dell’Esercito «con effetto immediato». Il mandato del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito è normalmente di quattro anni. George, ufficiale di carriera laureato all’Accademia militare di West Point, era stato nominato per il ruolo nel 2023 da Joe Biden. Non è ancora chiaro




