di Redazione Economia
I Btp stanno mostrando una sensibilità più elevata al recente sell-off del rischio rispetto ad altri asset simili
Nelle scorse settimane lo spread tra Btp e Bund è tornato a salire a causa della guerra in Medio Oriente, tornando ad avvicinarsi ai 100 punti base che aveva raggiunto il 23 marzo. Negli ultimi giorni si è assestato intorno ai 95 punti. Ma nelle settimane precedenti l’Italia era apparsa più vulnerabile di altri Paesi europei alle oscillazioni dei mercati. La paura che il conflitto possa durare ancora a lungo e portare a uno scenario di stagflazione sta colpendo sia le azioni che le obbligazioni. «In appena tre settimane le aspettative di mercato sono passate da oltre 10 punti base di tagli della Bce nel 2026 a +77 punti base di rialzi. Allo stesso modo, la curva implicita della Fed per il 2026 è passata da –60 punti base a +10 punti base», ha evidenziato nei giorni scorsi Vincent Chaigneau, head of Research di Generali Investments.
L’inflazione rialza la testa
«La guerra ha generato uno shock dal lato dell’offerta che minaccia le prospettive d’inflazione, e non solo attraverso i prezzi dell’energia; occorre prestare attenzione anche a fertilizzanti,




