
Le associazioni minacciano di disertare il prossimo tavolo al ministero del Lavoro il 9 aprile se presenti sigle che fanno «dumping contrattuale»: non rispettano i minimi legali, non possono essere legittimate
«Ci rincresce dover comunicare che per la contemporanea presenza nella convocazione di Associazioni firmatarie di Ccnl (contratti collettivi nazionali, ndr) in dumping al nostro contratto nazionale, ci è impossibile prevedere la nostra presenza». Dopo il forfait del 17 marzo al ministero delle Imprese, un nuovo caso potrebbe scoppiare il prossimo 9 aprile al tavolo (virtuale) del ministero del Lavoro convocato per condividere i dati del click-day del 9 febbraio per il lavoro stagionale.
Le associazioni contro il dumping
Associazioni come Fipe Confcommercio, Federturismo Confindustria, Assoturismo Confesercenti e Federalberghi all’invito del ministero di via Veneto hanno minacciato di non presentarsi nel caso in cui venissero chiamate anche quelle sigle meno rappresentative che applicano contratti pirata, fenomeno particolarmente diffuso proprio nel turismo.
È l’ennesimo atto della battaglia contro il dumping che vede da una parte le organizzazioni più grandi firmatarie dei contratti più applicati e dall’altra sigle minori che applicano ai loro lavoratori – circa 160 mila in tutta Italia, secondo l’ultimo rapporto di Confcommercio – contratti con meno diritti e tutele. «Non possiamo




