
di Guido De Franceschi
Il fact checking del discorso del presidente degli Stati Uniti sulla guerra all’Iran (ma anche sull’economia americana e sui suoi predecessori)
Nel discorso in cui ha parlato al suo Paese della guerra contro l’Iran, Donald Trump ha dato segnali contraddittori sulla possibile durata del conflitto e sui suoi obiettivi. Ma sull’andamento della guerra, sull’economia americana e sull’operato dei suoi predecessori ha detto invece delle cose ben precise che possono essere sottoposte a verifica. Eccone alcune:
L’accordo nucleare
«Ho posto fine all’accordo sul nucleare che Barack Hussein Obama aveva fatto con l’Iran. Era un disastro (…) Avrebbe permesso all’Iran di avere un colossale arsenale di potenti armi atomiche».
In realtà, nelle sue prime fasi, il Piano d’azione congiunto globale stipulato nel 2016 dagli Usa e dall’Iran (e firmato anche da Francia, Regno Unito, Germania, Russia, Cina e Ue) per monitorare l’uso dell’uranio da parte di Teheran si stava rivelando efficace. Ed è stato dopo il 2018, anno in cui Trump decise di stracciare quell’accordo contro il parere di molti suoi consiglieri, che l’Iran ha iniziato nuovamente ad arricchire l’uranio senza alcun reale controllo.
Il regime change
«Il nostro obiettivo non era un regime change.




