Home / Esteri / Dalla difesa di Donald allo scivolone sui «files». La caduta di Pam

Dalla difesa di Donald allo scivolone sui «files». La caduta di Pam

image

di Matteo Persivale

La parabola dalla Florida alla Casa Bianca

«La lista dei clienti di Epstein è qui, sulla mia scrivania».
Febbraio 2025, Pam Bondi si era appena seduta al grande tavolo che fu di Robert Kennedy. Ministra della Giustizia, titolare dell’azione penale del popolo americano, e in pratica si è auto-licenziata in quel momento. Sessant’anni, avvocata con trent’anni di esperienza, ex pm a Hillsborough County, Florida, poi ministra della Giustizia dello Stato (la prima donna a ricoprire la carica), aveva commesso sul pronti-via uno degli errori più gravi per un avvocato, da evitare assolutamente durante un processo: aveva fatto un’affermazione che non soltanto non la aiutava ma che apriva vaste praterie da percorrere per i suoi avversari.

Perché da quel momento Bondi non si è più scollata di dosso il maxi-fascicolo degli Epstein files «sulla mia scrivania», che le è rimasto appiccicato fino a ieri (il 14 aprile avrebbe dovuto testimoniare davanti al Congresso, e sarebbe stato un massacro politico: almeno Trump ieri le ha tolto il problema).

Aveva provato a rendere pubblici i file del ministero sull’omicidio di JFK e di Martin Luther King, archeologia inutile da buttare nel calderone di internet sperando che

Continua a leggere questo articolo qui

Tagged: