
di Mattia Aimola
Il ministro per la Pubblica amministrazione interviene sul risiko politico che accompagna le prossime elezioni comunali a Torino: «Ci confronteremo con gli alleati per trovare la soluzione migliore. Marrone ha oggi l’opportunità di dimostrare di essere all’altezza delle sfide nel ruolo che ricopre»
«Dobbiamo superare un approccio arcaico nella distribuzione delle cariche sui territori, la logica per cui “questo spetta a te e questo a me” non ha più senso». Il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo interviene così sul risiko politico che accompagna le prossime elezioni comunali di Torino. Ma le sue parole si inseriscono anche nel pieno del «caso Chiorino» e delle tensioni nella maggioranza regionale. Il messaggio è chiaro: meno bandiere, più competenze.
Ministro, dopo le dimissioni di Chiorino dalla Lega chiedono un rimpasto: cosa ne pensa?
«Credo che la presidenza della Regione abbia tutte le competenze per assumere la decisione più corretta. Alberto Cirio sta valutando diverse opzioni insieme agli alleati. Non mi sento di dare una valutazione: spetta al presidente, insieme alla giunta, fare tutte le considerazioni opportune per individuare il profilo più adeguato».
Forza Italia è coinvolta in questi dialoghi?
«No. È una posizione coperta da Fratelli d’Italia




