
di Massimo Franco
Gli episodi imbarazzanti spuntati con frequenza sospetta inquietano Palazzo Chigi
L’intenzione del governo è di ridimensionare e andare avanti. Fino a che sarà possibile, niente rimpasto, perché potrebbe aprire la strada a una serie di rivendicazioni nella maggioranza, difficili da conciliare. E quando sarà, al massimo entro un anno, tornare al voto. Le tentazioni in una parte di FdI di azzardare uno scioglimento delle Camere sono rientrate. Ma è acuta la sensazione che una ripresa rapida dell’azione dell’esecutivo sia complicata. Sarebbero necessari uno sfondo internazionale favorevole e una compagine di alto livello.
La premier Giorgia Meloni ha sondato subito dopo il referendum del 22 e 23 marzo il Quirinale. E adesso cerca di analizzare fino in fondo i possibili contraccolpi della vicenda privata che riguarda il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Il Viminale è uno dei cuori del sistema. Toccarlo significa mettere in tensione tutto. E le alternative, a cominciare dalle ambizioni esplicite del leader della Lega e vicepremier, Matteo Salvini, sono un incentivo a non muovere quella pedina fondamentale.
Ma è chiaro che gli episodi imbarazzanti spuntati con frequenza sospetta inquietano Palazzo Chigi. E si sommano al trauma della sconfitta in un




