Nel sud-est della Sicilia, tra le colline del Val di Noto e a pochi chilometri dal mare, la Cantina Marilina si distingue da sempre per l’estrema naturalezza e per la cura nella produzione dei propri vini. I vigneti, coltivati su 36 dei 64 ettari complessivi, seguono un’agricoltura biologica avviata nel 2001 da Angelo Paternò e, nell’ultimo decennio, portata avanti anche dalla figlia Marilina, responsabile marketing e direttrice commerciale. L’80% delle superfici è dedicato ai vitigni autoctoni – Nero d’Avola, Grecanico e Moscato di Noto – mentre il restante 20% è riservato ad altre varietà. Se molto è stato già detto sulle prime due, resta centrale il lavoro sul Grecanico, bianco storicamente relegato a ruoli secondari e qui valorizzato attraverso la scelta delle macerazioni.

La facciata della Cantina Marilina
Una pratica che diventa metodo produttivo e cifra identitaria, capace di restituire maggiore profondità, longevità e complessità: il frutto lascia spazio a suggestioni più articolate, a sentori marini e minerali, senza il ricorso a interventi esterni come lieviti selezionati. Angelo Paternò sottolinea come la longevità di un vino non sia il risultato di una singola tecnica, ma l’esito di un insieme coerente di scelte agronomiche ed




