Il difensore del Sassuolo ha steso Palestra da ultimo uomo, ha rischiato il rosso, però l’arbitro Turpin ha estratto solo il giallo. A parte l’episodio, si è confermato un ottimo centrale, profilo giusto per le strategie estive nerazzurre
Giornalista
1 aprile – 18:17 – MILANO
Sicuramente la personalità non gli manca. In campo, con prestazioni da leader. E fuori, con dichiarazioni al vetriolo: “Ora andiamo a dare una lezione a questi italiani che verranno a Zenica e alla fine festeggeremo tutti insieme. Temiamo solo Dio, vogliamo mangiarci gli italiani e divorare chiunque verrà lì”. Parole di Tarik Muharemovic, difensore del Sassuolo e protagonista della Bosnia che ha condannato l’Italia all’ennesimo dramma Mondiale. Un pensiero forte, diretto, provocatorio, che a distanza di poco tempo avrebbe potuto assumere l’effetto boomerang e tornargli tutto indietro. E se così non è stato, almeno parte del merito va proprio a Muharemovic: incolpevole sul gol di Kean, roccioso in marcatura, spesso in anticipo. Graziato dall’arbitro, sì, perché l’intervento su Palestra durante i tempi supplementari probabilmente avrebbe meritato un rosso invece che il giallo, ma comunque determinante per la qualificazione al




