Le tensioni in Medio Oriente hanno reso vulnerabili le rotte energetiche strategiche evidenziando per l’Italia la necessità di diversificare le fonti e rafforzare la sicurezza del sistema. Nel corso della sesta edizione dell’Energy Talk «Fonti Alternative e Sicurezza Energetica», organizzato da RCS Academy in collaborazione con Corriere della Sera e Pianeta 2030, è emersa l’esigenza di considerare le energie non tanto come alternative ma complementari. «Più che per le forniture, la preoccupazione principale per l’Italia è l’aumento dei prezzi», ha sottolineato Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, intervistato da Luciano Fontana, direttore del Corriere. Nel delineare la strategia nazionale, il ministro ha aggiunto: «Dobbiamo definire un quadro giuridico che permetta l’apertura al nucleare e lo sviluppo di tecnologie per i reattori di ultima generazione».
Gli investimenti in infrastrutture e tecnologie
Per favorire la competitività dell’Italia e l’efficienza energetica, Gelsomina Vigliotti, vicepresidente BEI, ha evidenziato l’importanza degli investimenti. «Abbiamo investito più di 12 miliardi di euro di cui 7 miliardi in energia e clima. Nei prossimi anni, gli investimenti dovranno essere soprattutto nelle grandi infrastrutture elettriche e nelle tecnologie per lo stoccaggio». Una visione condivisa da Nicola Monti, ceo Edison, che ha rimarcato la centralità dei sistemi di accumulo.




