Anir Confindustria, l’associazione che rappresenta le imprese della ristorazione collettiva, interviene dopo i controlli eseguiti dai Carabinieri del Nas in oltre 500 mense ospedaliere che hanno riscontrato irregolarità nel 42,7% dei casi. L’associazione sottolinea il valore dei controlli come strumento di tutela, ma chiarisce attraverso una nota che in diversi casi «le criticità possono avere carattere amministrativo e riguardare cucine, locali, depositi, percorsi operativi, attrezzature e condizioni infrastrutturali che non dipendono esclusivamente dalle imprese affidatarie, ma richiedono investimenti, manutenzione e una regia più forte da parte delle aziende sanitarie e delle stazioni appaltanti».

Ristorazione collettiva e mense ospedaliere: focus su sicurezza e controlli
Per questo, secondo l’organizzazione, è necessario analizzare a fondo il problema e ricostruire con precisione le responsabilità di ciascun soggetto coinvolto. Secondo i dati diffusi, sono state esaminate 558 strutture, di cui 525 riconducibili alla ristorazione collettiva. Un perimetro ampio che restituisce un quadro articolato del settore e che, nelle intenzioni dell’associazione, richiede una lettura più approfondita delle criticità emerse. Tuttavia Anir non si tira indietro. Il presidente Massimo Piacenti ha chiarito: «I controlli sono indispensabili e vanno considerati un presidio di garanzia, non un fatto eccezionale. In un servizio rivolto a persone fragili, la sicurezza alimentare e l’igiene




