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Traffico illecito di cani di razza, oltre 300 sequestri in un mese e mezzo. Enpa: «Dietro la moda c’è un business costruito sulla sofferenza»

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di Serena Palumbo

Nel Vicentino uno degli scenari più gravi: all’interno di una baracca i volontari dell’Enpa hanno trovato cani stipati in condizioni igienico-sanitarie critiche

Li hanno trovati stipati in baracche. Costretti a vivere tra i loro escrementi. Affetti da gravi patologie. Trasportati illegalmente per lunghi viaggi su camion o furgoni di fortuna. E, nonostante ciò, pubblicizzati sui social e poi venduti. Le operazioni condotte nelle ultime settimane dalle forze dell’ordine hanno riportato alla luce un fenomeno in espansione: il traffico illecito di cani di razza. Ad alimentarlo sono le mode e le consequenziali richieste di mercato. E così come per ogni domanda cresce l’offerta. Soprattutto quella non regolamentata e a basso costo, ma con un prezzo altissimo da pagare: la salute e il benessere dell’animale. 

A confermarlo sono i dati raccolti dell’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa): in poco più di un mese e mezzo sono stati sequestrati oltre 300 cani in diverse regioni italiane. Tra i casi più recenti, i 18 barboncini recuperati tra Thiene e Schio, nel Vicentino, i quasi 200 cani sequestrati in Toscana, alcuni cuccioli sottratti tra Verona e Napoli e un trasporto illecito intercettato lungo l’autostrada A4, nel Trevigiano, con 20 animali

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