Se vogliamo definire Borgo La Caccia con un verbo, quello che illumina subito la mente è “osare”. Sì, perché l’azienda vitivinicola di Pozzolengo (Bs) è, certo, produzione enologica, ma anche molto altro. È accoglienza nel senso più vero del termine. Quindi non solo luogo vocato, per dimensioni e articolazione degli ambienti, a celebrare eventi e matrimoni, ma soprattutto sede storica e casa madre di Lautari, comunità terapeutica per tossicodipendenti.

La facciata del nucleo centrale di Borgo La Caccia
«Le persone che accogliamo qui, una quarantina, partecipano attivamente alla vita di Borgo La Caccia – spiega il presidente Andrea Bonomelli – Non a caso la nostra vendemmia non prevede meccanizzazione, ma è solo manuale, parte integrante del precorso che seguono le nostre ragazze e i nostri ragazzi».

Andrea Bonomelli, presidente di Borgo La Caccia, con le bottiglie presentate in degustazione Borgo La Caccia, una produzione articolata
Borgo la Caccia sviluppa 90 ettari vitati tra Pinot Nero, Cabernet, Merlot, Carmenere, Sauvignon e Chardonny e, vero punto di forza, Lugana, nel territorio di San Martino. Un’area che abbraccia le colline moreniche a ridosso del Lago di Garda e il vicino entroterra mantovano.

L’area della cantina che accoglie i tini di acciaio
«Con l’etichetta




