
di Corriere Animali
«Ci sono analogie tra la carcerazione degli animali e quella delle persone. La nostra società vive una dissonanza cognitiva»
«La nostra società ha una forte dissonanza cognitiva perché trattiamo gli animali più vicini a noi, come i cani e i gatti, come esseri senzienti, che hanno dei sentimenti, provano dolore e sono simili a noi. Poi però quando si tratta dei cosiddetti animali da lavoro ci dimentichiamo totalmente che sono individui anche loro»: a sostenerlo è Raffaele Sollecito che da «innocente è stato in carcere per quattro anni» per il coinvolgimento a Perugia nell’omicidio di Meredith Kercher (al quale è stato poi dichiarato estraneo e definitivamente assolto).
L’ingegnere informatico ha annunciato sui social la sua partecipazione del Chimera veg fest di Brescia (11 e 12 aprile). «Ho vissuto sulla mia pelle – ha ricordato Sollecito – quello che significa essere privato della libertà e vivere in una condizione in cui devi costantemente aspettare e fare quello che ti dicono di fare, non poter mai scegliere della tua vita vedendo tutto da una gabbia o una cella. Perché la potete chiamare nel modo in cui volete ma si tratta sempre della stessa cosa».




