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Elena Chiorino e gli scontri con i sindacati, i buoni rapporti con gli industriali, le Academy di filiera: l’eredità politica dell’ex vicepresidente del Piemonte

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di Christian Benna

Simpatica forse no, per quel suo carattere spigoloso e ad alta carica di suscettibilità. Ma certo efficiente nel gestire i rapporti con il mondo produttivo. Ora però ci sono diversi nodi da sciogliere nella gestione Chiorino

Simpatica, forse no. Almeno non a tutti, per quel suo carattere spigoloso, adamantino e ad alta carica di suscettibilità che l’ha fatta entrare in rotta di collisione più volte con i sindacati e anche con qualche collega. Ma certo efficiente nel gestire i rapporti con il mondo produttivo; con lei sono nate le Academy di Filiera, e la riforma dei Centri per l’impiego e l’avvio dei programma Gol sull’occupabilità, tutti dossier aperti che necessitano di risposte al più presto. In giunta l’altro giorno Elena Chiorino, benché molto provata dalla bufera mediatica e poi giudiziaria, assediata in casa con tanti detrattori pronti all’insulto, aveva tenuto lo stesso aplomb di sempre provando a minimizzare la sua partecipazione, del 5%, nel capitale de La Bisteccheria, società di Miriam Caroccia finita sotto la lente della Procura di Roma per l’ipotesi di riciclaggio.

«Abbiamo registrato la società a Biella perché siamo tutti di Biella», avrebbe commentato giustificando la presenza di esponenti di FdI,

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