
di Marco Cremonesi
Il via in Commissione, opposizioni pronte al muro contro muro: non abbinate le nostre proposte alle vostre
La legge elettorale, ieri sera, ha preso ufficialmente il via. Non il dialogo tra maggioranza e opposizione sulle «regole del gioco». In realtà, nessuno pare avere troppa fretta. Non l’opposizione ostile alla riforma, non una maggioranza che gioca la sua partita tattica riguardo ai nodi destinati a venire al pettine.
Dopo Pasqua arriveranno le audizioni, poi la discussione dovrebbe incominciare davvero. I tempi sono tutt’altro che infiniti. È vero che probabilmente la legislatura finirà a scadenza naturale, nell’autunno 2027 e non in primavera. Ma è difficile che il Quirinale possa accettare il cambio della legge elettorale a poca distanza dalle elezioni. Nel centrodestra sono convinti che sarà sufficiente l’approvazione in una Camera prima dell’estate.
Il nodo più spinoso resta il premio di maggioranza, dalla soglia per ottenerlo alla sua entità. Nazario Pagano assicura di essere pronto a un «lavoro di cucitura per mettere in dialogo le istanze di maggioranza e opposizione». E anche Giovanni Donzelli, da FdI, dice che c’è la disponibilità a discutere su tutto. Per Silvia Bonafè, dal Pd, disponibilità «solo di




