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Medicine, l’Europa è autosufficiente? Arriva dall’Asia il 74 per cento delle medicine che ci curano

di Stefano Righi

Il Critical Medicines Act è allo studio a livello comunitario dal 2019: sette anni dopo siamo ancora al nulla di fatto. Roberta Pizzocaro (presidente della milanese Olon): «Chiediamo stesse regole per tutti e quote riservate ai produttori europei nel Vecchio continente»

I venti di guerra sollevano preoccupazioni che sembravano sopite. Non solo l’energia, il gas e il petrolio, anche la nostra salute potrebbe essere minata dal conflitto mediorientale, se questo estenderà i suoi già labili confini. L’autosufficienza europea è un miraggio. Lo si è capito con l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia per l’energia e, in campo sanitario, le prime avvisaglie si sono notate al tempo del Covid. L’Europa è sanitariamente fragile, potenzialmente vulnerabile. L’Unione europea importa principi attivi per il 74 per cento dei propri consumi. L’allarme lanciato dai produttori però non sembra essere ascoltato.
Lo conferma Roberta Pizzocaro, presidente e azionista di Olon, industria di Rodano, nel Milanese, parte del gruppo della famiglia Pizzocaro, che comprende anche la padovana Fidia. Nel complesso circa 1,3 miliardi di euro di fatturato.
«È una situazione allarmante a livello europeo, ma in verità la criticità supera i confini della Ue: sono moltissime le aree del mondo che sono

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