di Francesco Bertolino
Il board non rinuncia alla «pillola avvelenata» e impedisce al gruppo italiano di salire al 30% del capitale. Beretta: «Disposti a un incontro a New York, ma non prendeteci in giro»
Beretta Holding si prepara ad azioni legali contro il board di Sturm Ruger. Gli avvocati del gruppo italiano hanno scritto una dura lettera al consiglio del produttore americano di pistole e fucili. Nella missiva Beretta lamenta il rifiuto opposto dai vertici di Sturm Ruger alla sua offerta pubblica d’acquisto sul 20% del capitale al prezzo di 44,80 dollari per azione. «L’opposizione del board a che gli azionisti potessero decidere autonomamente è indifendibile – si legge – e «rende evidente che il board è più preoccupato di proteggere i suoi interessi» che del successo la società.
La «poison pill»
La proposta di Beretta era infatti subordinata a una condizione: che il board di Sturm Ruger rinunciasse al meccanismo anti-scalata frapposto alla salita nel capitale del gruppo italiano. Lo scorso ottobre, infatti, il cda dell’azienda americana ha attivato la cosiddetta «poison pill» per impedire a Beretta di assumere il controllo dell’azienda. Qualora il gruppo italiano dovesse superare la soglia del 10%, così, la società potrebbe emettere nuove azioni a favore




