Si può parlare di rifioritura della Gialappa’s Band? Dopo anni di appannamento e apparizioni quasi in semiclandestinità, la risposta è sì. Senza troppi giri di parole. Il trauma dell’addio (pacifico e concordato) di Carlo Taranto è alle spalle, e il duo Giorgio Gherarducci–Marco Santin è tornato a fare quello che gli riesce meglio: guardare il mondo (attraverso la tv) e irriderlo. Il GialappaShow (TV8) ha cambiato pelle quanto basta: ritmo più veloce, riferimenti aggiornati, linguaggio in sintonia con l’oggi. Ma il cuore è rimasto lo stesso: sarcasmo chirurgico e montaggio ironico. Una formula che regge ancora.
Da una parte c’è il pubblico storico, quello che non ha mai abbandonato i Gialappi. Dall’altra, una nuova generazione che li scopre adesso, tra clip, reel e spezzoni che circolano online. Il risultato è curioso: un umorismo nato altrove e in un altro tempo che oggi suona quasi contemporaneo. La presenza, l’altra sera, di Lorenzo Cherubini come co-conduttore è sembrata più di una semplice ospitata: è il simbolo di questo passaggio di testimone tra epoche diverse che si parlano senza troppi problemi.
Ma il vero motore della rinascita ha un nome preciso: Mago Forest. La sua cifra è il fallimento programmato. Dove il conduttore classico




