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Fertilizzanti a rischio con la guerra: «Senza urea si perde il 63% della produzione del riso e il 36% del mais»

di Valentina Iorio

Caterini (Assofertilizzanti): « Ad oggi il sistema italiano è rifornito per la concimazione del grano, ma per quella del mais il fertilizzante necessario deve ancora essere importato o prodotto»

Prima dell’inizio della guerra, circa il 30% dei fertilizzanti azotati passava dallo Stretto di Hormuz. Forniture che oggi sono bloccate e questo sta già avendo ripercussioni sui prezzi. «Il settore dei fertilizzanti sta attraversando una crisi profonda. Gli eventi più recenti hanno agito da moltiplicatore di criticità già esistenti, esercitando una pressione ulteriore su un comparto strategico per l’intera filiera agroalimentare», spiega Francesco Caterini, vicepresidente di Assofertilizzanti, l’associazione di Federchimica che rappresenta le realtà produttive italiane del settore.

Il Qatar, tra i principali produttori mondiali di urea, ha sospeso parte della produzione, qual è stato l’impatto sui prezzi?
«La sintesi industriale dell’urea avviene a partire da ammoniaca liquida e anidride carbonica compressa. Con il raddoppio del prezzo del gas, il costo di produzione dell’ammoniaca è aumentato e di conseguenza anche quello dell’urea. Si è passati da circa 400 dollari FOB a circa 700 dollari FOB, quindi il prezzo è quasi raddoppiato. Per quanto riguarda gli altri fertilizzanti, gli aumenti risultano più contenuti, ma comunque significativi, con

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