
Il nuovo libro di Franco Brevini sconfessa la profezia di Pier Paolo Pasolini sulle parlate locali, che oggi vengono utilizzate anche sul web per dare colore a un linguaggio ingrigito
Franco Brevini vs Pier Paolo Pasolini. Il professore e l’intellettuale hanno idee distanti riguardo i dialetti. Ad avere la meglio è Brevini, un’autorità in materia. «Nei ‘70 Pasolini aveva predicato la fine dei dialetti — dice il professore —. Sarebbe coincisa col tramonto delle civiltà che li avevano parlati». Non è accaduto. A sua discolpa, PPP – che pure aveva il dono del vaticinio socioculturale – non poteva prevedere «ciò che sarebbe successo dopo, con l’avvento del web».
«In parole povere»
Il nuovo libro per Bollati Boringhieri di Franco Brevini, professore associato di Letteratura italiana all’Università di Bergamo
Di freschissima pubblicazione (edizioni Bollati Boringhieri) il nuovo libro di Brevini «In parole povere» pone domande, a cui l’autore risponde: «Che cosa sono i dialetti?»; «Perché, malgrado il loro declino, non muoiono?»; «Come mai c’è la percezione che le emozioni siano più vere, se espresse in dialetto?». Dal tormentone «accussì», con cui Sal Da Vinci sbanca il Festival di Sanremo, allo spettacolo «Miracolo a Milano» che – recitato in milanese – è



