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Iran, vincere o non perdere? Quattro versioni sul dilemma di Trump

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Donald Trump ha ancora la possibilità di vincere questa guerra? Il regime degli ayatollah – o per meglio dire il regime delle Guardie islamiche – è già convinto di “non perderla”? Sulla guerra vista da Washington vi offro quattro letture, un’unica inquietudine. Se si mettono insieme le analisi di Walter Russell Mead, Gerard Baker, William Galston e Seth Cropsey emerge un quadro coerente, nonostante le differenze ideologiche. Le quattro angolazioni si integrano: errore di valutazione strategica, natura asimmetrica del conflitto, crisi di consenso interno, rischio di perdita di credibilità globale. Insieme, raccontano una verità: questa guerra è più difficile, più ambigua e più pericolosa di quanto quasi tutti avessero previsto.

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Lo storico Walter Russell Mead parte da una constatazione che suona come un doppio atto d’accusa: hanno sbagliato sia le “colombe” sia i “falchi”. I primi avevano coltivato l’illusione che fosse possibile convivere con il regime iraniano, attraverso una combinazione di deterrenza e dialogo, confidando nell’evoluzione interna della società iraniana. I secondi avevano invece sottovalutato i costi e i rischi di un confronto militare diretto. Il risultato è una guerra che, nelle parole di Mead, è insieme «più necessaria» di quanto le

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