Attualità e Inchieste
Non è più fantascienza. A 76 anni dalla pubblicazione dei racconti “Io, robot” di Isaac Asimov, gli automi umanoidi sono tra noi, pronti a entrare in fabbrica, al fianco – o al posto – dei lavoratori in carne e ossa. Le Case automobilistiche ci stanno investendo, in partnership con società di robotica, e hanno piani ambiziosi.
Hyundai, per dirne una, che ha acquisito nel 2021 il controllo di Boston Dynamics (tra le aziende leader nell’automazione), annuncia una produzione di 30 mila androidi entro il 2028; Tesla, per fare un altro esempio, ha deciso di impiegare le linee di Model S e Model X, uscite di produzione, per assemblare il suo robot Optimus. Tanto che Goldman Sachs e Morgan Stanley si avventurano a prevedere un giro d’affari di 38 miliardi di dollari nel 2035 e una produzione, nel solo Nord America, di 63 milioni di automi antropomorfi entro il 2050.
Il catalizzatore tecnologico di questa rivoluzione è l’intelligenza artificiale, una IA fisica che permette a queste macchine di imparare facendo. E i prototipi di una nuova generazione di modelli sono già operativi sulle linee di montaggio pilota.
Siamo andati a vedere da vicino alcuni di questi “cyber‑Cipputi” e,




