di Redazione Economia
La risalita è «dovuta soprattutto all’accelerazione dei prezzi nel settore energetico» e «degli alimentari non lavorati» mentre un effetto di contenimento si deve al rallentamento dei prezzi di alcune tipologie di servizi
Sale l’inflazione a marzo: secondo le stime preliminari dell’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +0,5% su base mensile e del +1,7% su
base annua (da +1,5% nel mese precedente) (qui il testo integrale e la nota metodologica dell’istituto di statistica). La risalita è «dovuta soprattutto all’accelerazione dei prezzi nel settore energetico (-2,3% da -6,6%)» e «degli Alimentari non lavorati (+4,4% da +3,7%), mentre un effetto di contenimento si deve al rallentamento dei prezzi di alcune tipologie di servizi, in particolare quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona (+3,0% da +4,9%)», scrive l’Istat.
Scendono i prezzi dei servizi
A marzo anche i prezzi dei beni registrano una sensibile accelerazione su base annua (da -0,1 a +0,7%), mentre i prezzi dei servizi diminuiscono il loro ritmo di crescita (da +3,6% a +2,8%). Il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni, dunque,




