
di Valerio Cappelli
Il celebre attore britannico è Caifa nel film Il vangelo di Giuda di Giulio Base. «A Roma ho fatto l’amore di notte al Colosseo. Mi sentivo un antico romano»
Rupert Everett è Caifa, il capo sacerdote del Sinedrio che mandò a morte Gesù, ne Il Vangelo di Giuda di Giulio Base. Prodotto da Agnus Dei con Minerva e in collaborazione con Rai Cinema, è nelle sale dal 2 aprile. Giuda è incappucciato e si vede sempre di spalle, non ci sono dialoghi ma solo la voce narrante di Giancarlo Giannini che restituisce il pensiero del protagonista, il simbolo dei traditori che qui si dichiara vittima e tradito a sua volta, «perché Gesù mi ha detto che non sarebbe morto».
Rupert, cosa ha pensato quando ha letto il copione?
«Che è ben scritto, pieno di fantasia, e che Giuda è parte di un puzzle. La famosa frase di Gesù, fai quello che devi fare e fallo presto, nel film la dico anche io. Mi è piaciuta l’originalità e anche certe libertà. I Vangeli raccontano il punto di vista dei romani, dopo la distruzione del giudaismo. Ponzio Pilato non si lavò le mani, era




