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Dal passaporto suino alla blockchain: il pesce deve imparare dalla carne

“O noi risorgiamo come squadra, o cederemo un centimetro alla volta”. Il celebre discorso di Tony D’Amato in Ogni maledetta domenica definisce perfettamente la sfida della filiera ittica. Nel settore alimentare, quei “centimetri” sono i dati della tracciabilità: se li presidiamo, proteggiamo il valore di un mercato che oggi è mediamente sano e di altissimo livello, ma che deve imparare a difendersi meglio dalle ombre mediatiche delle rare crisi sanitarie.

La tracciabilità dei prodotti ittici è lontana da quella chiara della carne La tracciabilità dei prodotti ittici è lontana da quella chiara della carne

La tracciabilità dei prodotti ittici è lontana da quella chiara della carne La tracciabilità dei prodotti ittici è lontana da quella chiara della carne

Il recente caso di Napoli ha dimostrato la reattività del sistema: le autorità hanno individuato i lotti sospetti e li hanno bloccati tempestivamente, permettendo al mercato di ripartire subito con prodotti nuovi e sicuri. Tuttavia, per evitare che la fiducia del consumatore vacilli a ogni allarme, il pesce deve guardare con attenzione al modello della carne, che ha saputo trasformare un trauma storico in un punto di forza indistruttibile.

Due

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