di Silvia Morosi
Il report in occasione della Giornata Internazionale «Rifiuti Zero»: «La raccolta resta sotto la soglia del 65% prevista nel 2012 e sotto la media nazionale del 67%. Appena 370 i comuni rifiuti free e 1.038 quelli ricicloni»
A 12 anni dall’obiettivo del 65% di raccolta differenziata (entro il 2030, come stabilito da uno dei target centrali del “Pacchetto Economia Circolare” dell’Unione Europea, sancito dalla direttiva UE 2018/851), in Italia nei comuni delle aree naturali protette la raccolta differenziata cresce ancora troppo lentamente.
Come si legge nella terza edizione del report “Parchi Rifiuti Free 2026” di Legambiente (qui il report completo), in occasione Giornata Internazionale Rifiuti Zero, nel 2024 in 2.026 comuni ricadenti in 212 aree naturali – tra parchi nazionali, regionali e aree marine protette – la media totale di raccolta differenziata (RD) si attesta al 58% (dati Ispra 2024). E ancora, sono 370 i comuni rifiuti free (18,25%) e 1.038 (51,25%) quelli «ricicloni» che superano il 65% di raccolta differenziata rispetto ai 2.026 comuni totali. Numeri non del tutto soddisfacenti dato che ancora 678 comuni (30,5% del totale) non hanno raggiunto l’obiettivo normativo del 65%. Eppure, nel Paese non mancano esempi di eccellenza: dove si punta su una gestione efficace




