
di Giulia Taviani
La prima vittima fu una bimba di sei anni, che si sparse sul corpo alcuni granelli di cesio-137: in pochi attimi fu investita da una quantità di radiazioni pari a quella che avrebbe ricevuto stando accanto al reattore 4 di Chernobyl per un minuto. La serie tv Emergenza radioattiva, su Netflix, ricostruisce il più grande incidente radioattivo della storia al di fuori di un impianto nucleare
È settembre del 1987, è passato poco più di un anno dal disastro di Chernobyl, quando nella cittadina di Goiânia, in Brasile, qualcuno ruba – da una clinica abbandonata – un vecchio apparecchio usato in radioterapia. Quello che i ladri non sanno è che quell’attrezzo contiene 19 grammi di cesio-137, uno degli isotopi radioattivi più noti. Nel trasportarlo da una parte all’altra della città contaminano 249 persone e ne uccidono quattro.
L’evento è stato classificato con il livello 5 su 7 della scala Ines dell’Iaea (incidente con possibili conseguenze all’esterno dell’impianto), dove per livello 7 si intende l’episodio catastrofico di Chernobyl. Si è trattato del più grande incidente radioattivo al di fuori di un impianto nucleare della storia. La nuova serie Emergenza radioattiva (Netflix) ha ricostruito quei giorni.
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