di Giovanna Maria Fagnani
Due anni fa, una segnalazione ha permesso ai volontari dell’Oipa di scoprire che un cane da pastore viveva in condizioni disastrose. Il proprietario sosteneva che fosse il cane a rifiutare il cibo e l’acqua
Ridotto a uno scheletro, la pelle divorata dalle larve di mosche, gli occhi ruoperti da una patina che lo aveva reso cieco. Quando i volontari della sezione Oipa di Termoli, in Molise, sono intervenuti e sono riusciti a convincere il suo «padrone» ad affidarlo a loro, Ciro era l’ombra di se stesso. Un cane da pastore che, alla sua età presunta – circa 5 anni – doveva pesare almeno 40 chili, ne pesava 12. Affetto da due tipi di rogna, non si reggeva più in piedi.
La prognosi non poteva che essere infausta. Invece questa è una storia a lieto fine. Ciro oggi ha recuperato le forze, la salute e sta vivendo un’esperienza che non aveva mai fatto prima: quella dell’amore di una famiglia umana che si prende cura di lui e la vita accanto ad altri cani in una bella villa in Germania.
Il degrado e il salvataggio
A salvare Ciro è stata la tenacia di Luigina




