
di Dafne Roat
La Corte Costituzionale sui Cpr: con pericolo di fuga o reati, il questore può trattenere i migranti anche senza convalida della Corte d’Appello
C’è chi parla già di una sconfitta dei magistrati pro migranti. In realtà la Corte Costituzionale invita il Parlamento a modificare l’attuale legge per «uniformarsi agli obblighi dell’Unione Europea». Ma la sentenza della Consulta, che ha dichiarato inammissibili le questioni di legittimità sollevate dalla Cassazione, arriva in un momento di forti tensioni e polemiche sui Cpr che in Trentino hanno travolto anche l’arcivescovo Lauro Tisi. La Corte ha stabilito che il questore può adottare un provvedimento di trattenimento per altre 48 ore di uno straniero in un Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr), anche se la Corte d’appello non lo ha convalidato, se c’è un rischio di fuga e o «abbia commesso gravi reati», scrivono i giudici.
Il Pd: «La libertà personale non può essere compressa»
Una decisione, rispetto al caso da cui partiva, che non giunge inaspettata», commenta l’avvocato Andrea de Bertolini, capogruppo regionale del Pd. «Per quanto la pronuncia abbia ritenuto non fondata la questione, nuovamente i giudici Costituzionali hanno ribadito quanto già detto nella sentenza 96 del 2025: la




