di Laura Magna
La scaleup italiana chiude un round da 50 milioni e punta all’Europa: tecnologia no-code, crescita rapida e un nuovo modo di consumare beni e servizi
Dalla proprietà all’uso. È questo il cuore della cosiddetta subscription economy, l’economia delle sottoscrizioni, che sta trasformando il modo in cui consumatori e imprese accedono a prodotti e servizi. Non più acquisto e possesso, ma pagamento ricorrente per l’utilizzo: un modello che affonda le radici nella sharing economy ma che oggi si evolve, diventando infrastruttura per interi settori. Il mercato globale vale 500 miliardi; quello europeo 150 miliardi, secondo la società di consulenza McKinsey, e continua a crescere a doppia cifra, trainato da esigenze di flessibilità, ottimizzazione dei costi e prevedibilità dei ricavi.
Per le aziende i vantaggi sono evidenti: flussi di cassa stabili, maggiore fidelizzazione dei clienti, possibilità di aggiornare continuamente l’offerta senza vincoli di ammortamento. Per i consumatori, invece, accesso semplificato e meno immobilizzazione di capitale.
La corsa di Subbyx (e i nuovi soci)
È in questo scenario che si inserisce Subbyx, scaleup italiana certificata B Corp che punta a diventare un abilitatore tecnologico di riferimento in Europa. La società ha appena annunciato un aumento di capitale «Serie A»




