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D’Amato: «Senza industria non c’è autonomia strategica. L’Europa esca dall’incertezza e torni a investire sulla crescita»

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L’ex presidente di Confindustria al convegno «The banking system and today’s geopolitical challenges», promosso da Fondazione Banco di Napoli

«Non siamo di fronte a una crisi improvvisa, ma a una vera e propria guerra economica di sistema che dura da almeno quindici anni e che oggi si manifesta anche sul piano geopolitico e militare». Lo ha dichiarato Antonio D’Amato, presidente e CEO di Seda International Packaging Group e presidente della Fondazione Mezzogiorno, intervenendo al convegno sul sistema bancario e le sfide geopolitiche tenuto sabato 28 marzo 2026, presso la Fondazione Banco di Napoli. Secondo D’Amato, il contesto attuale era prevedibile: «Abbiamo sottovalutato per anni le dinamiche globali, illudendoci di poter delocalizzare la manifattura mantenendo in Europa ricerca, innovazione e welfare. Ma industria, tecnologia e sviluppo sono inscindibili». Il risultato, ha sottolineato, è una progressiva deindustrializzazione: «La quota della manifattura sul Pil europeo è scesa al 14%, mentre l’obiettivo è tornare al 20%. Negli ultimi otto anni l’accelerazione è stata violentissima». D’Amato ha criticato l’approccio europeo degli ultimi anni, in particolare su regolazione e politiche industriali: «Abbiamo introdotto norme spesso ideologiche e instabili, che hanno generato incertezza. Oggi le imprese non sanno su cosa investire, perché non sanno cosa sarà consentito

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