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Migranti, il centrodestra si divide: «Dall’arcivescovo di Trento un monito»

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di Lorenzo Padoan

Angeli (Gruppo misto): «Centralità della persona», ma Cia rilancia. Anche Kompatscher con il presule. «Su temi così il confronto avvenga in modo preventivo e condiviso»

Immigrazione e accoglienza restano una linea di frattura ricorrente tra politica, mondo cattolico e associazionismo. Ma in questa fase la crepa attraversa anche il centrodestra trentino, dove i partiti reagiscono in ordine sparso. Le parole dell’arcivescovo Lauro Tisi — che durante una veglia ha definito i Cpr «una tragedia» e ha chiesto ai migranti «perdono» per come vengono trattati — hanno innescato repliche nel centrodestra. Azione, reazione e controreazione. Sabato è arrivata la stoccata del presidente della Regione Arno Kompatscher: «Forse a qualcuno può dare fastidio ma se non è la Chiesa a poter parlare di accoglienza mi chiedo chi possa farlo».

«Attacchi preoccupanti»

Le parole di Kompatscher si aggiungono a quelle del sindaco di Trento, Franco Ianeselli, che aveva definito «preoccupanti» gli attacchi dei consiglieri di centrodestra. Ma obietta il consigliere di Forza Italia Claudio Cia: «Nessuno ha negato al vescovo il diritto di parlare». I consiglieri autonomisti, Maria Bosin e Mario Tonina hanno la posizione più conciliante nella maggioranza «riconoscendo il valore del richiamo umano e morale espresso dall’Arcivescovo»

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