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Più trasgressivi e disinibiti in vacanza: i rischi della «sindrome del turista» e perché è diffusa anche tra i meno giovani

di Redazione Economia

La vacanza viene percepita come uno spazio «sospeso», un momento di libertà in cui la routine si interrompe e le regole sociali sembrano meno vincolanti. Dunque prendono piede trasgressioni più o meno rilevanti

In vacanza ci sentiamo davvero più liberi di trasgredire? A quanto pare sì. Secondo una ricerca condotta da Radical Storage, piattaforma globale di deposito bagagli attiva in oltre mille destinazioni, esiste un fenomeno ben preciso: la cosiddetta «sindrome del turista». Un’espressione che descrive la tendenza a comportarsi in modo più impulsivo, disinibito e fuori dagli schemi quando si è lontani da casa. Lo studio, basato su un sondaggio che ha coinvolto oltre 1.200 viaggiatori, mette in luce un lato poco raccontato del turismo: quello delle piccole e grandi trasgressioni che accompagnano l’esperienza del viaggio.

In vacanza cambia il comportamento (soprattutto tra i più giovani)

Più della metà degli intervistati – il 56% – ammette di aver fatto in viaggio qualcosa che non farebbe mai nella vita quotidiana. Tra i più giovani, in particolare nella Generazione Z, la percentuale supera il 70%. La vacanza viene percepita come uno spazio “sospeso”, un momento di libertà in cui la routine si interrompe e le

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